MAURIZIO TABANELLI OGGI
Maurizio Tabanelli, da ora in poi lo chiamerò “Taba” ricordo è nato Sabato 04 Febbraio del 1967 a Imola, segno zodiacale Acquario, segno zodiacale cinese Cavallo (infatti pazzo come un cavallo!).
Appena quarantaduenne, residente a Imola, fresco di matrimonio con Claudia, una vita tranquilla, ben miscelata tra lavoro, matrimonio e sport.
Ha al suo fianco Claudia, una donna simpatica semplice elegante ma soprattutto solare, diversamente sarebbe stato impossibile il legame con Taba.
Taba lavora nella sua ditta “Francesca pompe”. La soc. Francesca Pompe Enologiche si occupa della progettazione, costruzione e collaudo di pompe ed attrezzature esclusivamente dedicate al mondo enologico.
Una passione che si tramanda di generazione in generazione...
E' appassionato di motori, di calcio, di sci, di racchettoni sulla spiaggia, insomma ama tutto ciò che è sport.
La cosa bella è che quando lo pratica lo fa per divertirsi, magari con gli amici ma senza risparmiarsi fisicamente, pretende sempre il massimo da sé stesso anche per aiutare gli altri a vincere senza tirarsi mai indietro a nessuna “battaglia” da vero campione quale è.
Lo sport è una cosa che ha dentro, e che in mancanza di tempo, lo pratica anche solo con la testa, questo è Taba.
Per tutti ha un sorriso, un saluto, una battuta, non disdegna una serata di goliardia con i vecchi amici, una cena con i gloriosi suoi compagni di mille sudate sul campo.
Anche se l'ho conosciuto solo qualche anno fa, potrei scrivere e parlare di Maurizio per ore, ma solo chi come me ha avuto la fortuna di frequentarlo sa quanto può valere un uomo così!!!
GIAMPAOLO VEZZONI - CARRARA |
|
CURRICULUM SPORTIVO DI MAURIZIO TABANELLI
SCRITTO DA ANDREA TORI
Quando mi è stato chiesto di ricordare Maurizio Tabanelli e la pallamano la risposta è stata immediata e scontata. Il problema è sorto dopo quando ho cominciato a riflettere per raccogliere un po' di articoli e foto per raccontare una storia veramente infinita e che speriamo prosegua ancora a lungo. Mi piace ricordarlo come l'eterno bambino che a giocare a pallamano si è sempre divertito, tanto che a 42 anni ancora si diverte a giocare, perché il suo amore per la pallamano non avrà mai fine. Straordinario altruista in campo e fuori, Taba ha vissuto stagioni indimenticabili vincendo forse meno di quello che avrebbe meritato, ma di sicuro la sua generazione è stata la più forte della storia della pallamano italiana. Quando lui iniziava a realizzare i primi gol in serie A e a farsi conoscere, io iniziavo a scrivere di questo meraviglioso sport, purtroppo bistrattato in Italia. Quante trasferte vissute insieme sullo stesso pullman e quanti ricordi, qualcuno amaro, ma anche tanti successi. La carriera di Maurizio Tabanelli si può dividere essenzialmente in sei periodi.
I PRIMI ANNI CON L'H.C. IMOLA (82-89)
Il suo rammarico più grande è quello probabilmente di non aver conquistato uno scudetto con la squadra della sua città. Ma indubbiamente è stato fra i giocatori che hanno contribuito a far sì che la storia della pallamano sia passata anche da Imola. La prima grande soddisfazione sono i due scudetti conquistati con la squadra juniores, ma anche le semifinali scudetto in cui l'H.c. sfiorò la finale trovandosi in vantaggio 1-0 con l'eventuale bella in casa contro il Bressanone.
IN CERCA DI GLORIA PRIMA RUBIERA, POI MODENA (90-96)
Nell'estate dell'89 il presidente Bandini lo cede assieme al portiere Loreti, anche lui in nazionale, al Rubiera che aveva grandi ambizioni. In realtà lo scudetto in Emilia non arriverà mai e l'unico titolo che arriva è una Coppa Italia. Maurizio fa il suo, ma il traguardo più ambito non arriva.
L'ARRIVO A MORDANO (97-98)
Disputa una stagione straordinaria che gli permette di disputare i mondiali assoluti in Giappone in quella che per la storia è stata l'unica qualificazione ottenuta sul campo dalla Nazionale.
LO SCUDETTO A PRATO (99-2000)
Il tanto sognato scudetto arriva nell'aprile del '99 quando Prato supera Trieste in tre partite e “Taba” è decisivo in chiave difensiva per portare lo scudetto in Toscana.
IL RITORNO AL NEONATO ROMAGNA (2001-2005)
Al cuore non si comanda e Maurizio nell'estate del 2001 torna a casa nella società che unisce Imola e Mordano. Tanto entusiasmo e subito la vittoria del campionato di A2 e uno straordinario campionato di A1 in cui “Taba” è uno dei protagonisti in più di una partita e alla fine la squadra chiude al settimo posto disputando i play-off scudetto. Poi qualcosa non va e Taba si fa male gravemente ad un ginocchio l'anno successivo a Trieste, uno dei pochi campi che non gli hanno mai portato bene. La riabilitazione è lunga e con la società qualcosa non va e “Taba”, sempre più pressato anche dagli impegni di lavoro, decide di appendere le scarpette al chiodo almeno ad alto livello, anche se poi l'anno successivo va ancora a dare una mano in qualche partita ad un Prato in difficoltà.
LA FARMIGEA CARRARA (2006-2009)
Amore a prima vista, Maurizio grande generoso e uomo di sport, alla pressione del Farmigea di Carrara non riesce a dir di no, poco a poco il Taba conquista anche Carrara facendosi amare come solo lui riesce in maniera incoscia. Oggi a Carrara Maurizio è l'idolo dell'intero movimento pallamanistico Farmigea.
LA NAZIONALE.
Il primo approccio con l'azzurro sono i mondiali juniores assoluti disputati in Italia nel dicembre dell'85 in Abruzzo. Poi ci saranno tante presenze con la nazionale maggiore (Taba è quinto assoluto con 165 presenze) e le soddisfazioni più grandi sono i mondiali in Giappone del '97 e gli Europei del '98 che si disputano in casa in Alto-Adige. L'Italia non è mai competitiva in senso assoluto, ma “Taba” è sempre apprezzato e stimato da tutti gli allenatori azzurri, in particolare da Lino Cervar, cioè l'uomo che con la sua Croazia ha vinto tutto ed è probabilmente il personaggio più importante che abbia preso a cuore le sorti della nostra pallamano.
ANDREA TORI , IMOLA |


|
MASSIMILIANO GABRIELLI E TABANELLI
Quando sabato 28 marzo il Farmigea è venuto a giocare a Massa Marittima ho telefonato a Giampa per sapere se c'era Taba. E' molto raro potersi incontrare ma ogni volta è un grandissimo piacere.
Mia figlia di quasi 5 anni dopo averlo conosciuto mi ha detto: “Babbo, Maurizio è buffo, ride sempre!”
……….quindi quando Giampa mi ha detto di scrivere sul FAN CLUB ho accettato molto volentieri………… ecco la nostra storia………………
IO E TABA
La prima volta che incontrai Maurizio Tabanelli fu nel 1983, una finale interregionale a Barberino del Mugello. Il mio Follonica si qualificò per le finali nazionali ma lui per la pallamano italiana era già Taba. Poi sempre con il Follonica ci siamo incontrati in qualche partita di Coppa Italia, partite che Taba regolarmente vinse. Erano gli anni in cui Lui contribuiva a far grande l'HC Imola.
Nel ‘90 io andai a Prato mentre Taba andò prima a Rubiera e dopo a Modena. Furono partite all'insegna dell'agonismo ma sempre nel reciproco rispetto ed anche se non eravamo veri amici, la birretta insieme a fine partita ci scappava sempre come spesso succede nel nostro bellissimo sport.
Dopo una sua parentesi fortunatissima nel Mordano nel 1998 venne a Prato. Noi avevamo appena vinto lo scudetto. Taba arrivò e come un ciclone con la sua simpatia e serietà, oltre che con la sua bravura, coinvolse tutti: diventò subito un idolo per i tifosi(e). Vincemmo lo scudetto da Lui tanto agognato. Era contento come un bambino.Io spesso ero il suo cambio ma ciò non ci impedì di avere un bel rapporto.
L'anno seguente ancora insieme a Prato fino a quella partita di ottobre contro una squadra altoatesina. Premetto che non ho mai fatto uso di doping in tutta la mia carriera e non penso che nella pallamano che ho conosciuto ce ne sia mai stato.
Il giovedì prima della partita partecipai ad una “festicciola” a Firenze. Il sabato alla partita ci comunicarono che ci sarebbe stato l'antidoping ed io fui estratto. D'istinto parlai con un dirigente e subito Taba si offrì di sostituirmi. Non dico che sarebbe stata una cosa giusta, ma tutto si era svolto al meglio ma il Capitano altoatesino iniziò ad urlare dicendo che c'era stato lo scambio e ……
… tutti sapete come finì.
Anche se gli ho rubato un anno di pallamano, Taba non mi ha mai fatto sentire uno St…zo ed anzi è uno dei pochi ex-compagni con ogni tanto mi sento e talvolta vedo.
Non ho più visto quel Capitano altoatesino ma una domanda mi sarebbe piaciuto fargliela: perché, visto che ilrisultato di quella partita non sarebbe cambiato e la sua squadra anche con la nostra squalifica non avrebbe mai vinto lo scudetto ed avendo capito la realtà delle cose, ha fatto di tutto affinché ci squalificassero?
Massimiliano Gabrielli, FOLLONICA |
|
SETTIMIO MASSOTTI PARLA DI TABANELLI
Di Maurizio : ogni aggettivo può risultare insufficiente, voi nel descrivere la sua persona avete centrato benissimo la sua rara ed enorme qualità, Maurizio al di là dell'aspetto tecnico, il cui spessore è stato ed è sotto gli occhi di tutti, ha un pregio enorme ed è quello che con i suoi modi di fare, con il suo comportamento, con il suo interagire con i compagni e con tutte le persone in genere è unico, è difficile arrabbiarsi con lui è difficile non volergli bene, io penso di conoscerlo profondamente perché siamo quasi coetanei ed ho condiviso con lui tanti momenti, alcuni belli ed unici come i Mondiali in Giappone del 1997, gli Europei in Italia nel 1998 e diversi Giochi del Mediterraneo su tutti il bronzo in Grecia ad Atene e l'argento a Bari in Italia, ma tantissimi altri bruttini e poco gratificanti per la nostra pallamano (parlo naturalmente a livello di risultati) eppure se provo ad immaginare Maurizio in tutti quei momenti vissuti insieme, lo ricordo sempre con il sorriso sulle labbra pronto a gioire per i successi, ma anche a sdrammatizzare con un sorriso o con una battuta momenti poco felici, ecco il ricordo che ho di Maurizio è questo ed è un' amico al quale sono legato profondamente che ormai non vedo tantissimo, lo sento raramente ma ha sempre riservato un angolino speciale nella mia mente….
Il suo amico di tante battaglie Settimio.
Settimio Massotti, TERAMO |
\ |
IL CAPITANO AZZURRO ALESSANDRO TARAFINO PARLA DI MAURIZIO TABANELLI COME UOMO SIMBOLO
Prima di tutto volevo fare i complimenti alla società Farmigea,a tutti i tecnici e giocatori per l'ormai prossima promozione in serie A.
Per quanto riguarda l'iscrizione al Club di Taba chi l'avrebbe mai detto, addirittura un fans club........ incredibile........ devo riconoscere di essere un tantino invidioso.
A parte gli scherzi credo che se lo meriti, non solo per le sue indiscusse doti sul campo da gioco ma sopratutto come persona di valore.
Sono stato suo avversario di gioco per molti anni, la rivalità sportiva è nata da quando militava nell'HC Imola ed io facevo parte della squadra di Mordano è poi proseguita anni più tardi nelle accese sfide per lo scudetto tra Prato e Trieste.
In campo lo ricordo come un avversario durissimo da superare più propenso al gioco di difesa specialmente nel suo periodo pratese, mentre in precedenza è stato anche un ottimo giocatore d'attacco sia in fase realizzativa che come uomo squadra.
Che dire,sono convinto che il campo sia lo specchio della vita reale di ogni giocatore, posso quindi affermare senza timore di essere smentito che tutti i suoi ex compagni di squadra ricordino Taba come giocatore generoso, altruista ma nello stesso tempo trascinatore e naturalmente leader. Doti che gli hanno permesso di avere successo anche al di fuori del campo di gioco.
Nel periodo migliore per la nazionale siamo stati anche compagni di squadra e anche lì il suo apporto si è fatto sentire, era molto considerato dall'allora allenatore Cervar che come tutti sappiamo è un grande protagonista della pallamano mondiale.
Abbiamo partecipato insieme a diversi Giochi del Mediterraneo ottenendo anche una mitica medaglia d'argento a Bari nel 97 eravamo insieme anche ai mondiali in Giappone e agli europei del 98.
Concludo dicendo che avrei preferito averlo come compagno di squadra anche nei club dove ho militato io ma purtroppo non si è mai verificato. D'altra parte devo dire sia stato l'avversario più difficile e stimolante da affrontare ma anche il più corretto e leale.
In bocca al lupo per la tua nuova avventura...Tara.
Alessandro Tarafino, CENTO - FERRARA |
|
IL SIRACUSANO ARETUSEO ALESSANDRO FUSINA PARLA DI MAURIZIO TABANELLI “GEPPETTO”
Simpaticissima e, a quanto ne posso dedurre, ambiziosa società pallamano Farmigea mi hanno cortesemente richiesto qualche pensiero sul Taba...,mi presento Alessandro Fusina... La prima cosa che mi viene in mente è un'istintiva e incontenibile risata...sì proprio così, Taba è gioia divertimento simpatia non faccio retorica chi lo conosce sa di cosa sto parlando...Sinceramente sono rimasto sorpreso nell'apprendere che "Geppetto"giocasse ancora...vuol dire che i giocatori di un certo stampo non tramontano mai...ed io nonostante sia qualche anno più giovane mi identifico nella sua generazione...credo la migliore espressa da questo movimento pallamanistico che tanto amiamo...ho avuto modo e piacere di giocare contro e con Maurizio in tanti anni di attività e devo dire che sono state battaglie sempre emozionanti dure ma corrette come è stata la nostra educazione sportiva... Il periodo più bello della mia
frequentazione sportiva con Geppo... coincida con gli anni 95....in poi quando con Cervar in Nazionale formammo un connubio vecchi giovani che portò la pallamano italiana al 12° posto mondiale assoluto........ (kumamoto Giappone).
Che dire altro... auguro al Taba e alla vostra società di continuare positivamente questa avventura intrapresa...unico neo se forse vogliamo essere precisi... (premetto sto scherzando) è che il vero è unico numero 9 della pallamano italiana sono io.......ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah
un abbraccio saluti a presto Alessandro.
Alessandro Fusina, SIRACUSA |
|
|